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AVC (api - vespe - calabroni)

 
Nel corso di questi ultimi anni, i volontari di alcuni dei Gruppi di PC Zona 3, hanno prestato la loro opera specialistica intervenendo per rimuovere grossi e pericolosi nidi sopratutto di calabroni. In alcuni Comuni della Zona 3 (es. Venegono S., in collaborazione con SOS Malnate) si sono tenuti corsi, con il patrocinio della Provincia di Varese, al fine di formare volontari di PC per essere pronti ad intervenire nelle emergenze legate alla presenza sul territorio Provinciale di api,vespe e calabroni.


COME RICONOSCERERE GLI INSETTI

Sono insetti che solitamente pungono quando vengono disturbati e quindi agiscono per difesa. L’ordine di elencazione è inversamente proporzionale alla gravità della loro puntura.

 

   
     

Api. (Ape mellifera)

   
     
 
 
   
         
         
         
 

 

Vivono dove vi sono fiori da impollinare, quindi in orti e giardini. La caratteristica che differenzia le api dalle vespe e dai calabroni è il pungiglione. Infatti è fatto in maniera tale per cui quando l’insetto punge e lo conficca nella pelle, non può più essere estratto. Essendo il pungiglione collegato all’ultimo tratto dell’intestino, per l’ape pungere e allontanarsi significa morire (nel giro di 2-3 giorni).

Pungono se vengono provocate e questo avviene solitamente (ovviamente riferendoci all’ape italiana) a pochi metri (1-2) di distanza dall’apiario.

Il veleno delle api viene descritto come  un liquido acquoso, limpido,

 

con un sapore amarognolo, di odore aromatico (simile a quello delle banane mature)

 

   
     

Vespe  (vespa germanica - vespa comune - vespa cartonaia)

   
     

 
   
     

Si trovano dappertutto, orti e giardini, al mare e in montagna e sono riconoscibili per le bande gialle e nere . Vicine ai rifiuti, specialmente se si trovano sostanze zuccherine. Costruiscono i nidi sotto il terreno, in anfratti naturali o in luoghi riparati e disabitati. A differenza dell’ape, il pungiglione della vespa non è seghettato e quindi può essere estratto dall’insetto senza conseguenze dopo la puntura, permettendogli quindi di pungere più volte la vittima. Pungono se vengono disturbate.

Pericoloso se si viene punti in bocca: è per questo che bisogna stare attenti quando si beve una bibita in lattina, specie se lasciata incustodita all’aperto anche per pochi attimi. All’interno potrebbe essersi introdotta una vespa che all’atto del deglutire sarebbe introdotta in bocca con le conseguenze del caso.

Attenzione anche se ce la ritroviamo nell’abitacolo dell’automobile: fermiamoci con calma (niente “panic-stop”) e allontaniamo l’ospite indesiderato.


 

   

Calabroni (Vespa crabro)

   
     
 
     
   

I più grossi del gruppo (lunghi circa 35 mm.). Anch’essi prediligono i fiori. Attaccano solo per difesa di se stesso o del nido. Vivono preferibilmente nei sotto le tegole dei tetti, nei cassonetti delle tapparelle, nei tronchi cavi (attenzione agli ulivi), negli anfratti del terreno e dei muri o muraglioni oppure nei nidi degli uccelli; si nutrono di frutti succosi quali pesche, albicocche e prugne. Il pungiglione è lungo 3- 4 mm., non è seghettato come quello dell’ape e quindi può essere estratto ad ogni puntura, potendo in  tal caso iniettare grandi quantità di veleno in caso di più punture. Non affrontare mai un nido di propria iniziativa ma affidarsi ad esperti che provvederanno, con le dovute precauzioni di vestiario, alla sua distruzione alla sera.

La conseguenza più comune della puntura di questi imenotteri è l’arrossamento, il rigonfiamento (edema) (la chiazza arrossata di solito presenta una parte centrale bianca) e il dolore acuto, seguito da prurito. Per correre un rischio mortale, un individuo normale dovrebbe essere punto contemporaneamente più di 100 volte.

Ben più grave è la reazione allergica che può colpire soggetti ipersensibili. Infatti in questo caso anche una sola puntura può scatenare una reazione anafilattica mortale.

L’escalation sintomatologia porta a prurito, gonfiore del volto, palpebre, lingua, laringe, che possono comparire nell’arco di 10-20 minuti dalla puntura; tali sintomi sono premonitori di una possibile evoluzione grave che si manifesta con difficoltà a respirare, sudorazione, orticaria.

Una differenza sostanziale sulla possibilità di essere punti tra le api da una parte e le vespe ed i calabroni dall’altra risiede nel fatto che le prime difficilmente nidificano in alberi o nel terreno (e quindi lo fanno in luoghi ben conosciuti) diversamente dai secondi che possono quindi essere di incontro casuale e quindi inaspettato per se stessi e per gli insetti stessi, da cui la loro possibile aggressione.

   
 

Prevenzione:

  • Evitare di indossare indumenti colorati vivacemente (sono attratti dal giallo e dall’arancio). E’ preferibile indossare il bianco.
  • Evitare profumi, dopobarba, creme o spray per capelli che con il loro odore possono richiamare gli insetti alla stregua di un fiore profumato.
  • Usare sostanze ad azione repellente per gli insetti (sopra i tre anni di età)
  • Indossare camicie con maniche lunghe e pantaloni lunghi, specie se si percorrono sentieri poco praticati o addirittura fuori sentiero.
  • Disporre di insetticidi di facile ed efficace impiego.
  • Non lasciare all’aria aperta resti di cibo o bevande (specialmente lattine di bibite aperte). Se per caso più insetti si raccolgono su un alimento, abbandonare il campo rapidamente, lasciando ovviamente il piatto incriminato.
  • Non sostare, all’aperto, vicino a cibi o bevande molto dolci.
  • Durante la stagione estiva, cautela quando si cucina o si mangia all’aperto
  • Attenzione in campagna nel periodo di maturazione ai frutteti e durante la vendemmia.
  • Attenzione ai campi di trifoglio.
  • Non camminare a piedi nudi nei prati.
  • Far rimuovere, però solo da personale esperto, i nidi di api, vespe e calabroni posizionati vicini a luoghi di lavoro o abitazioni.
  • In caso di attacco di uno sciame di api o vespe porsi in riparo al chiuso oppure all’interno di un cespuglio o di un bosco (sperando che la vegetazione sia fitta) oppure buttarsi in acqua oppure, infine, in mancanza anche di ogni possibilità elencata, porsi distesi per terra cercando di coprire ogni area corporea.

 

AVC (api - vespe - calabroni) - ZONA 3 Provincia di VARESE